Ogni tanto fa bene ritornare. Lontano dal rumore, lontano dal caos, lontano dai problemi....non tanto...solo pochi minuti, giusto il tempo di lasciare una prova,un'impronta, un segnale di questo momento. Difficile averne di questi tempi. Frenetici, veloci, devi pensare e agire in meno di un nanosecondo. Non è concesso fermarti, una pausa...no non ti è concessa. Se ti fermi, sei fuori.
La mentalità della competizione continua, della fretta, della inarrestabile produttivutà. Il tempo è denaro, e denaro...è dio!
Qui posso bloccarlo il tempo, imprimerlo con la forza dei miei polpastrelli. Nel vuoto e nel silenzio buio della mia stanza. Senza musica, stavolta non voglio sentire, inglobare parole, le voglio espellere, le voglio liberare.
Stavolta non ci sono conflitti interni, arrabbiature, delusioni che mi spingono qui. Quelle sono cose che fanno parte di me e che non mi invitano a scrivere su un blog ma sono la spinta di ogni passo, di ogni gesto, di ogni pensiero elaborato. Sono quelli che mi motivano e l'obbiettivo è solo mio e di nessun'altro.
Le spalle larghe. Servono e si formano col tempo, assieme alla capacità di rialzarsi. Per la faccia da culo...ci dobbiamo ancora lavorare molto. La faccia mi fotte, le mie espressioni, la mia fronte, le mie rughe e soprattutto questi fottuti occhi verdi che non aiutano nel mio camuffamento.
Certo sì ci proteggiamo dietro la maschera, dietro il vetro e quant'altro; ma sono convinto che c'è sempre un piccolo segno di debolezza in tutti e in ogni situazione, superficiale chi non lo vede, amico chi fa finta di non vederlo, furbo chi lo nota e impara a riconoscerlo.
Alla fine cos'è che faccio in ogni istante se non cercare di volta in volta una via di mezzo tra sentimenti e situazioni? E' brutto, è grave, è vita.
E alla fine il motivetto accompagnatore è arrivato....Golden Brown, The Stranglers






